Non ho voglia di conoscerti più di una notte!

Il tutto è cominciato con un “Arrivederci” e si è concluso con “Ci rivedremo presto”. Di tempo ne è trascorso abbastanza, di cose sbagliate ne sono state fatte altrettante, emozioni e romanticismo sono stati miei compagni di viaggio per lungo tempo. Ma cosa sta succedendo adesso? Nulla di che, semplicemente guardo l’Amore in modo diverso. Ognuno di noi ha la propria visione, il suo amore ideale, il suo modo di vivere l’amore. Se questo porterà nella testa di ognuno di voi vari pensieri e giudizi infiniti, come sono soliti fare tutti quanti, poco importa; se sarà colpa dell’alcol ingerito nella notte appena trascorsa o semplicemente la fase preormonale del ciclo, non ve lo so spiegare, ma credo di essere stata molto chiara nel mio ultimo scritto. Ho lasciato andare una parte di me, alla quale ero legata in modo strettissimo, era una parte viscerale di me, con la quale sono cresciuta e allo stesso tempo ho sempre combattuto. Finalmente però ho saputo chiudere quel capitolo, non mi dispiaccio, si cresce e si va avanti, si cambia nella vita, anche i modi di vivere possono cambiare completamente. Se fino all’altro giorno pensavo alla vita con quel tocco di leggerezza e dolcezza, che profuma di Incredibile Romantica, al momento non è più così. 

Il mio modo di vivere è cambiato, il mio modo di pensare è cambiato, tutto intorno a me è mutato. Questo non poteva portare altro che un cambiamento anche in me. Si, perché se l’ultima relazione è servita per farmi capire che non è quello che voglio nella mia vita, una relazione stabile, fatta di parole dolci, momenti bellissimi vissuti con una sola persona, litigate e pensieri continui, probabilmente quello che voglio è tutto l’opposto. Se allora io voglio tutto l’opposto, che cosa è quest’opposto che tanto bramo in questo momento. 

Il mio pensiero adesso è, che l’Amore, quello vero, con l’A maiuscola, non sia in una persona, ne fatto di tanti momenti. L’amore può essere fatto anche di un solo momento e forse è solo un momento, quello vero in cui amiamo una persona. Metto in dubbio solo perché, il bello di quando impari a vedere le cose in modo diverso, metti sempre la possibilità che possa esserci una variabile, che puntualmente arriverà quando meno te l’aspetti. Quando penso a cosa provo per una persona, ripenso sempre al momento in cui ci siamo conosciuti, alla prima notte passata insieme, poi, quando comincio a pensare agli altri momenti, puntuali arrivano anche i ricordi negativi, cioè il momento esatto in cui conosci quella persona, nelle sue sfumature, nei suoi pregi e difetti. Allora ecco qui, che credo l’amore, quello puro svanisca, si modifichi. E questo è quell’amore, che al momento non fa per me. Provato nella mia vita, più e più volte, piacevole e non, non è più un vestito, che sono in grado di portare. Voglio indossare ogni giorno un abito diverso, voglio conoscere fino al punto iniziale quell’altra persona, non mi interessa altro. E se può sembrare molto menefreghista come discorso ed anche materialista, per alcuni di voi nella mente starà anche passando un pensiero molto meno educato di ciò che ho scritto, è la vostra opinione, data dal vostro punto di vista, che non vuol dire sia sbagliato, ma non venitemi a dire che il mio lo sia, semplicemente viviamo in maniera diversa. Io sono contenta per quelle persone che riescono a trovare in una sola persona quell’amore che le fa sentire vive, io lo trovo così. 

Lo trovo in una persona con la quale passi una notte intera a ballare e ci vai a casa insieme, lo trovi in qualcuno che si sveglia e viene a casa tua a cucinare, lo riconosci in qualcuno con cui ci parli per l’intero tragitto di un treno, oppure in qualcuno con cui parli il tempo di una sigaretta fuori ad un ristorante. Ci potrà essere qualcosa come no, poco importa, è quel che mi basta per essere soddisfatta. Non voglio tutto il resto del contorno, penserete che sono una delle solite donne rimasta deluse dall’ultima relazione. Invece il bello è proprio qui, io non sono per nulla dagli uomini, semplicemente non voglio conoscere profondamente qualcuno, perché andrebbe a rovinare tutto quello che ho provato nella prima parte della nostra conoscenza, che per me, è la parte vera della persona, sono le prime sensazioni che senti verso quell’altro che ti dicono veramente cosa ne pensi, tutto il resto viene poi, per farti creare un’idea, un’immagine e aspettative da essa, che spesso e volentieri saranno non soddisfatte. Ed ecco allora, che ritornerai a pensare che tutto sia così sbagliato, così non lo è, fidandoti del tuo intuito, sai subito in cosa buttarti e cosa no. Certo le delusioni ci saranno sempre, anche senza crearsi aspettative, ci sta, ti permettono di migliorare. 

Senti la libertà scorrerti nelle vene, senti la vita che batte dentro di te, senti quella gioia di vivere, guardi le persone e sorridi, non c’è miglior momento di questo. Probabilmente il mio narcisismo sta iniziando a sfiorare i limiti della psicopatologia, ma questo già lo sapevo nel momento in cui ho fatto realizzare un quadro di me stessa, solo per guardarmi la mattina appena mi sveglio. Probabilmente, sempre qualcuno di voi che leggerà tutto questo, se sei arrivato fin qui complimenti, avrà un dente avvelenato, ti chiedo scusa, ma tanto ce l’hai anche ogni volta che guardi il mio profilo Instagram (ps: Lo vedo benissimo che lo fai!Mi chiedo il perché, però se vuoi dirmi qualcosa, fallo tranquillamente). Forse qualcuno leggerà tutto questo e lo prenderà come spunto per cambiare la sua vita, qualcun altro non finirà neanche di leggerlo, succede, è la vita e va presa così. Bisogna solo imparare a camminarci insieme, prenderla per quello che è, per quello che ti da e quello che ti toglie. È anche vero, che tutto questo lo sto imparando anche grazie a quest’esperienza all’estero che sto facendo, la conoscenza di una nuova cultura e un nuovo modo di vivere, ti permettono di mettere in discussione completamente tanti tasselli della tua vita, costruiti da una società in cui sei cresciuto. Il bello di conoscere nuove culture, che siano del posto o ancora di altre Nazioni, poco importa, tocchi quello che è veramente il mondo, ti rendi conto di come una filosofia che per te sia giusta per qualcun altro può essere completamente sbagliata, solo perché siete cresciuti in Nazioni diverse, eppure non ci si scanna per chi ha ragione o torto, si impara a conoscerle entrambe, e se va bene, a volte, posso anche mischiarsi, per dare origine a qualcosa di veramente unico.

Perciò cari miei, chi mi vuole bene e chi no, chi mi accetta cosi e chi no, chi ha il dente avvelenato e chi invece mi incoraggia ancora, cosa altro posso aggiungere? Non ho altro da aggiungere. Le emozioni che tanto raccontavo di voler vivere nel mio amore romantico le sto vivendo così, in storie di una notte, in conoscenze brevi, in serate trascorse a bere birra e cicchetti di un qualcosa che non si sa che sapore abbia, seduta ad un tavolo con altre persone mai viste e conosciute con la quale chiacchieri senza senso, in serate in discoteca dove al quinto cocktail parli più lingue di Gesù Cristo in terra, che ti permette di sorridere anche al muro.

Scusate se sbaglio, scusate se la vedo in questo modo, scusate se tutto questo vi disturba, scusate se non corrisponde ai vostri canoni, ma questa è la mia vita e se c’è un consiglio che mi è stato dato nell’ultimo periodo, da una persona a me carissima, è che la vita:

“So nehmen, wie es ist!” 

“Prendila, così com’è”

La Vostra cara e dolce Franz…iska

pasion

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Chiuso il cassetto, si apre il cuore

E finalmente hai lasciato andare quel sogno. Per tanto tempo ti ha accompagnato, ma ormai comprendi che non fa più parte di te.

L’hai tanto desiderato, l’hai ottenuto, te lo sei goduto, finché è durato, ma poi? Cosa è successo? All’improvviso dentro te stessa le note non suonavano più quella dolce melodia, improvvisamente i tasti suonavano senza più alcun accordo. Come tutte le altre volte non hai voluto ascoltare subito. Hai lasciato andare quel pentagramma da solo, le note erano in disaccordo e non c’era armonia, il ritmo andante si era trasformato in un ritmo veloce.

Hai dato tutta te stessa, credevi fermamente che il tuo sogno si stesse, finalmente, realizzando, invece ti sei dovuta svegliare anche questa volta.

Più facile a dirsi che a farsi, ma questo lo sai bene. Eppure questa volta, è stato diverso, sicuramente sarà stata la breve durata, la distanza che divide, ma il punto principale è che tu sei diversa. Affronti la vita in modo diverso, i problemi che giungono li osservi, a volte li prendi anche in giro, e vai avanti. Era questo quello che volevi diventare, piano piano lo stai facendo, stai creando te stessa, che agli altri piaccia o no, il problema non è tuo. Tu sei questo, non obblighi più nessuno a restare, entrare od uscire dalla tua vita. Puoi dare qualcosa? La doni. Puoi ricevere qualcosa? La prendi. Tante volte hai raccolto i tuoi pezzi e li hai rimessi insieme, ormai il puzzle lo conosci bene, hai imparato anche, che non è così tragico quando accade, fa semplicemente parte della vita.

Così il tuo più grande sogno ormai è stato messo in quel cassetto. Chissà se mai si riaprirà. Come sarà la prossima volta? Chi lo sa! Non ti senti sconfitta, al contrario, ti senti più forte di prima. Quel sogno era troppo stretto per te. Così anche questa esperienza ti ha dato qualcosa. Quante sere sei rimasta in silenzio, a chiedere all’universo quell’amore incondizionato, che ti facesse sentire le farfalle nello stomaco. Tante, tante, tante, eppure quando il tuo desiderio venne finalmente esaudito, ad un certo punto qualcosa andò storto. Chiusi i giochi, chiusi i pensieri, sistemato nuovamente il tutto, hai ricominciato a sentire la tua melodia, hai ripreso a danzare su quelle note, la tua bambina ha ritrovato il sorriso. Non è forse questo quello che conta? Non è forse questo quello che hai sempre voluto? Non era questo che ti sentivi mancare in quel periodo buio? Si!!

Adesso è ritornato tutto come prima, con qualcosa di meglio e un bagaglio d’esperienza in più. Tutto questo ti è servito a capire, che a volte non tutti i sogni si possono realizzare, anche la tua bambina l’ha capito, non sta facendo troppe storie, allora tu non andargli contro, rimani stretta a lei. È stato difficile, ti ci sono voluti solo 30 anni, una valigia ed un biglietto di sola andata, per capire qual è la tua strada. Ci sono persone che non lo sapranno mai.

Forse quell’amore che tanto cercavi è questo, non era nient’altro che tutto questo. Chi, se non meglio di te, può darti quell’amore incondizionato. Chi, se non te stessa, può guardati con quegli innamorati, che non vedono altro. Chi può accarezzarti dolcemente, senza farti del male, se non te. Finalmente hai imparato anche questo.

E così, se qualche tempo fa, volevi qualcuno che ti facesse sentire al centro del mondo, adesso hai capito che tu già sei al centro del mondo, il tuo! E non c’è niente di meglio.

“A single thought of you, made me fall in love!”

Ogni giorno, ogni singolo pensiero di te, ti fa innamorare. Questo era tutto ciò che dovevi imparare nella vita, adesso puoi solo andare in meglio. Perciò vivi, amati, viaggia e sentiti libera.

“L’amore in fondo è solo una danza, sulle note musicali della tua vita.”

Una playlist a Natale

Se ne vanno tutti, resti con me?

Stasera sei lontana, mentre io penso a te

Hello darkness, hello friends.

L’uomo perfetto, tu non l’hai capito mai.

Troppo cerebrale per capire, che si può star bene senza calpestare il cuore, ci si passa almeno due tre volte, come sull’aiuole.

Forse qualcuno troverà il coraggio, per affrontare i sensi di colpa, e cancellarli da questo viaggio

Quel che non si può neanche immaginar, è una realtà, che succede già. Ti sorprenderà….

Mi piace farlo nei posti più disparati e stare fumati sul letto a guardare cartoni animati.

Le distanze ci informano che siamo fragili e guardando le foto ti ricorderai, quei giorni di quiete sapendo, che te ne andrai…

Ma sotto questa tua corazza lo so, c’è una ragazza che sta lì in bilico, sopra il solito ancestrale timore, che hanno tutti, di lasciarsi un po’ andare

Sai, certe volte accade che, ci sia bisogno di andare via e lasciare tutto al fato.

To be on the edge of breaking down. And no one’s there to save you. No you don’t know what it’s like. Welcome to my life!

Lasciati guardare un po’ più a fondo. Senti come tremo, perché so che tutto finisce qui.

Che sia un’andata o un ritorno, che sia una vita o solo un attimo. Buon viaggio!

Un giorno è come vuoi, un giorno non è facile, avermi sempre accanto a te.

In fondo è solo una scommessa che ho perduto, una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto.

Come fai adesso che sei rimasta solo te?

Salirò, salirò, fino a quando sarò solamente un puntino lontano.  

Perfino il tuo dolore, potrà guarire poi… Meraviglioso. Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto. Ti hanno inventato il mare, tu dici: “Non ho niente!”. Ti sembra niente il Sole, la vita, l’amore.

Hast du nur ein wort zu sagen
nur ein gedanken dann

lass es liebe sein

Kannst du mir ein bild beschreiben mit deinen farben
dann lass es liebe sein

Wann du gehst
Wie du gehst…

note_musicali

 

Domani è Natale…eh già!

Oggi hai sentito nuovamente quella sensazione al cuore. Quanto ti fa male sentirlo ogni volta cosi? Eppure questa volta non è stato per qualcosa che è successo a te personalmente. Durante una qualunque chiacchierata, sei venuta a conoscenza di quanto sia triste la vita di alcune persone, che vengono giudicate pesanti e annoiate, solo perché non si conoscono delle sfumature che le accompagnano. In effetti se ci pensi, quante persone veramente ti conoscono? Poche, lo sai bene, non permetti a chiunque di conoscerti. Problema già affrontato e mi ricordo che avevi deciso di rimanere sulla tua posizione, un po’ come una bambina viziata, ma se così avevi deciso non potevo di certo io farti passare la voglia. Ti sei sentita una bestia questo pomeriggio, quando hai sentito pronunciare quelle parole, anche se non erano nella tua lingua madre, sono state taglienti esattamente come se dette da qualcuno del tuo paese. “Ganz allein! (Tutto da sola!), non può essere vero, una madre con dei figli e suo figlio sono tre anni che non va a trovarla. Gli occhi lucidi di quella persona, il mio cuore che si stringeva e la voglia di poter fare qualcosa per non vedere la sofferenza. Quanto odi vedere la gente soffrire, ti ci impegni tanto nell’evitarlo, a non essere tu la causa del male, eppure anche tu la causi. 

Cara mia, devi imparare che nella vita a sofferenza esiste, il dolore c’è e ne fa parte, per poter apprezzare poi quello che sarà un bel giorno allegro e pieno di gioia. Il Natale, questo periodo così importanti per alcuni, ma così insignificante per altri. A Natale nessuno dovrebbe stare da solo, nessuno dovrebbe sentirsi abbandonato. E tu come ti senti? Sembri tirata, ma felice. Sei strana, ci pensi e ripensi, come sarà questo tuo primo Natale, in terra sconosciuta, senza neanche una persona amica vicino? È bello ma allo stesso tempo brutto. Ti senti sola, ma coccolata da tante persone. Eppure quelle coccole non sono le stesse che ti fa tua madre quando sei li con lei il giorno di Natale a cucinare qualcosa di buono per la sera, che finirà come tutti gli anni in discussioni senza senso. Non sono le stesse coccole che ti fanno i tuoi cugini durante il pranzo di Natale e le battute fatte durante una partita di carte con gli zii. Non è scartare i regali insieme al tuo amico a quattro zampe, che non capisce nulla di ciò che sta succedendo, ma tu ti emozioni per lui, comunque, anche se quel regalo che hai appena scartato è per lui e sai benissimo cosa c’era dentro, perché l’hai comprato tu. E non è neanche andare a trovare tuo nonno, che da qualche anno, non è la solita visita in casa, dove ti preparava qualche suo gustoso pezzo di carne appena cacciato. E non sono neanche gli abbracci degli amici la tre sere di Natale, in cui ti incontri, ti abbracci e trascorri il tempo dicendo le solite cazzate di tutti i giorni, che però quelle sera hanno un sapore più dolce. Mi manca arrivare a casa per l’ora di pranzo e come al solito vedere che ancora non c’è nulla di pronto in tavola, mettermi li ad aiutare e nel frattempo divertirmi a prendere giro mio papà, che come sempre fa il buffone di corte. Eh già, in fondo diciamo tutti che il Natale l’odiamo, che è soltanto una festa commerciale e che ormai non ha più senso. Non è vero, in fondo ci piace sempre ritornare un po’ bambini. Le situazioni cambiano, l’età avanza e le feste sicuramente non sono come quelle di una volta. Ma in fondo cambia tutto, eppure ci rimane sempre qualcosa dentro che ci portiamo dietro. Questo Natale sarai da sola, hai già iniziato ad esserlo, che sensazione rientrare la sera e trovare la casa spenta e silenziosa. È orribile! Eppure dovrai farci l’abitudine, prima o poi anche quella porta si chiuderà e se ne aprirà una nuova in cui sarai completamente da sola. Questa volta non c’è neanche il tuo amore a quattro zampe a farti un po’ di compagnia, è triste tutto quanto e verissimo. Quella sensazione al cuore di oggi, è perché davanti a te si stanno palesando tutte quante le situazioni che dovrai affrontare. Sai che tutto questo non è facile. Ti senti esausta e la testa ti scoppia, lacrime che vorrebbero uscire ma non vanno. Cos’altro dovrà mai accadere ancora? Quest’anno non ti sei regalata neanche la gioia di un piccolo albero in casa. Cosa ti è successo? Vuoi veramente diventare così? Lasciati coccolare dai ricordi dolci, e domani sera mentre siederai al tavolo e guarderai qualcosa di preparato velocemente, per la poca voglia di cucinare, perché sai benissimo come andrà a finire, prova ad immaginare di stare intorno al tavolo insieme a tutte le persone che ti rendono felice. So che non è facile ma provaci almeno, magari qualcosa di magico potrebbe succedere. Vuoi veramente spegnere quel poco di buono c’è? Vuoi veramente che la paura tua più grande, ti levi tutto questo? Vuoi rimanere nel tuo bozzolo per quale motivo? Hai visto con i tuoi occhi, che non è possibile. Ti affezionerai sempre a qualcuno, non puoi cambiare questo. Rischierai sempre di fare male a qualcuno, non puoi pretendere diversamente. Hai sempre detto che vorresti eliminare il dolore dalle persone, sai che non è possibile, perché per non ferire uno, ferisci un altro, è così, questa è la vita. Hai un cuore e sai come usarlo, sai anche che prima o poi si spezzerà di nuovo. Non puoi cambiare nulla. Impara dalla tua nuova vita. Cresci con lei. Guardati intorno e prendi ciò che di buono c’è. Il prossimo anno chissà dove sarai, se ci sarai o qualsiasi altra cosa. Adesso però non ci pensare, mettiti sotto queste coperte calde, chiudi gli occhi e riposati. Devi riposare, è importante per te ma anche per gli altri. 

Il Natale non è stare da soli, a Natale nessuno dovrebbe stare da solo. Quest’anno mi tocca, ho fatto una scelta e il prezzo da pagare è stato presentato. Devi lasciare il vecchio per fare spazio al nuovo. Facciamo questo spazio e vediamo cosa esce fuori. Eccola che ritorna, la gola che si chiude. Fa paura, ti senti mancare l’aria, è sempre così quando si sconvolge la vita. Paga il tuo conto e vedrai che ci sarà dell’altro. Avrai anche di questo Natale dei bellissimi ricordi. Certo non sarà come quelli passati in famiglia, ma sicuramente ci sarà qualcosa di buono anche in questo.

Frohe Weihnacht!

Buon Natale!

Merry Xmas!

Bon Noel!

natale

L’inverno è dentro

L’inverno è giunto. Anche dentro di te lo senti. Senti questo vuoto freddo e tenebroso. l’ambiente che ti circonda, ti ricorda continuamente che cosa vivi. Il buio ti fa compagnia, in questi giorni in cui non riesci a sentirti più tu. Dov’è finita quella spensieratezza che tanto amavi? Dove è finita quella gioia di vivere che avevi finalmente trovato? Dove è andata la tua bambina coraggiosa e serena che ti accompagnava in questo viaggio? Gli hai stretto la mano, l’hai abbracciata e sentita tua. Hai sorriso con lei, pianto con lei, finalmente sembrava che tutto stesse ricominciando nel migliore dei modi. Eppure, eccoti nuovamente qui, a cercare di capire cosa c’è che non vada in te. Questa volta il macigno era grande. Ti ricordi quanto era pesante l’ultimo di cui ti sei liberata? Bene, questo è il doppio più pesante di quello. Perché? Perché cara la mia dolce bimba, questa volta hai a che fare con te stessa. Stai tirando fuori quella parte tanto orribile di te. Perché credi che sia orribile? Perché lo è, mi guardo e mi rendo conto di quali situazioni sto vivendo. Che avrò mai fatto di male per meritarmi di essere così? Mi sento orribile. Ti senti orribile perché stai affrontando uno dei tanti mostri che finora dormivano dentro di te. Questa esperienza ti serve anche a questo. Sei completamente persa, senza nessuno che ti sorregga. Ti senti abbandonata. Quanto dolore hai provato quel giorno, in cui veramente accadde tutto questo? Infinito. Lo sai bene come proteggerti da questo dolore, ma adesso non ne sei più in grado. E lui è tornato per chiederti il conto. Lì dentro di te, non si muove, si fa sentire come può. Ti fa guardare allo specchio e vedi degli occhi spenti e vuoti. Sembrano di vetro, dove sono quegli occhi che brillavano? Adesso non ci sono, ma non vuol dire che non ritorneranno. 
Penso che non sarò mai in grado di superare tutto questo. È un abisso infinito, quello in cui stai navigando senza una meta. Non sai neanche tu dove stai andando, come pensi di poter portare con te qualcuno. Lo so, mi sento orribile per tutto questo. Non devi sentirti così, è normale che tu stia vivendo tutto questo. Hai strappato un cerotto e la ferita si è riaperta. Devi guardarla dentro, solo così la potrai guarire. Ci provo ogni momento della mia giornata, sto male da giorni per tutto questo. Mi sento la gola che si chiude e lo stomaco che si contorce, la fame non c’è e la voglia di fare passa ogni momento di più. Non vuoi guardare meglio? Cosa vedo ulteriormente, una persona incapace di amare, una persona impaurita così tanto dall’amore da non riuscire a viverci insieme. Non penso di non meritarmelo, so che il mio amore ci sarà, ma al momento non mi sento in grado di essere amata. Ho ancora troppa paura, troppa angoscia al sol pensiero di rivivere quello stato. L’amore è stupendo, ma allo stesso modo fa male. Cosa vorresti accadesse in questo momento? Nulla, vorrei solo che l’oscurità in questo momento arrivasse e mi coccolasse. Mi sento al sicuro dentro a quel buio. So che non ci sono ostacoli, mi sento libera. Vorrei non ricordare quel giorno, quelle emozioni, forse vivrei meglio, riuscirei a vivermi tutto molto meglio. Ma se non mi ricordassi di tutto questo, quanto sarebbe vero tutto quello che provo? Ci deve essere un modo. Al momento non sono in grado di trovare soluzioni. Voglio rimanere così, in questo limbo, in cui nemmeno io so dove è ubicata l’uscita; se una luce lontana mai apparirà, per indicarmi la strada. Arriverà. Ha bisogno del suo tempo. Parli di un amore troppo grande, era il tuo primo amore, non puoi pretendere di superarlo così, con uno schiocco di dita. O ancora peggio, volandotene via in un altro Paese. Lo so. E allora lascia andare tutto quanto e stai male, viviti questo dolore, sentilo dentro di te, lasciati cullare da questo sentimento, che ti darà la forza per ritrovare la tua parte perduta. Cosa vorresti in questo momento? Nulla, vorrei rimanere così come sono, dentro al mio letto nel buio completo, con la neve che scende piano. La neve piano si è appoggiata anche sul mio cuore, ce n’è a quintali, scioglierla non è facile, e non ci sarà mai nessuno che potrà farlo al posto mio. Cercati, amati, sorriditi. Solo così l’inverno potrà passare. Cosa dovrei fare? Stare con te stessa. Non puoi fare altro. Accettarti per quello che sei in questo momento. Ti senti una persona triste, anaffettiva, orribile, senza un briciolo di amore per te stessa. Bene, rimani così, se è cosi che vuoi essere. Lo sai benissimo anche tu che non lo è, ma più cerchi di convincerti che non è così, più peggiorerai la situazione. Guardati allo specchio, hai il viso scavato, gli occhi spenti, le labbra rosa pallido. Pensi di avere sonno, ma non dormi. Mangi, ma non senti alcun sapore. L’acqua non ti disseta, le parole non ti consolano, senti questo peso e lo porti con te ogni giorno. Purtroppo è cosi. Questa è la vita, la conosci bene. Ne hai affrontate tante, non sarà questa la tua ultima battaglia. Sarà sempre più difficile andando avanti, diventerai sempre più distaccata dal mondo. Il tuo modo di vedere cambierà miliardi di volte. Oggi pensi una cosa, domani ne penserai un’altra. Sei così, è inutile che gli remi contro. Ti senti imprigionata. Senti di essere dentro ad una prigione. Sei tu che l’hai voluta. Adesso trova il modo per uscirne. Hai ottenuto tutto ciò che volevi, eppure non ti senti soddisfatta. Sei sicura che era questo ciò che desideravi? Non ho più risposte, non so nulla, ho una confusione terribile in testa. Ci deve essere un modo per uscirne. Non lo conosco in questo momento. Il caos è qui, non posso affrontarlo. Non ne ho voglia, tanto meno la forza. Ti affezioni e le persone se ne vanno, tutto questo ti fa stare male, per questo scappi prima tu. Quindi che cosa vuoi fare? Non voglio legarmi. Non riesco più a dare tutta me stessa, la parte di me che riesco a dare, è sempre minore. La paura costruisce questi muri. Perché non lo butti giù? Non ce la faccio, preferisco continuare così. Allora che soluzione vuoi trovare? Non lo so, arriverà, il continuo pensare di trovare soluzioni mi esaurisce, più provo a trovarne, più sento che tremo, più quelle mani alla gola stringono forte. Non voglio che qualcuno soffra, ma tanto meno voglio che sia io stessa a soffrire. Eppure quella mani continuano a rimanere lì, lo stomaco continua a chiudersi sempre di più.
Non so che cosa farò. Non ho voglia di saperlo. Voglio vivermi questo inverno così. Chiusa nel mio bozzolo, senza dover dare spiegazioni o cercare soluzioni. Sono stanca, vorrei dormire, ma non riesco, i pensieri viaggiano a 300 all’ora nella mente, passando da uno stato all’altro. Come potrei bloccare la mia mente? Vorrei fare questo! Non puoi farlo. Allora rimango così. Rimanici, non è un problema, questo mito della donna di ghiaccio in fondo ti ha sempre affascinato. Fin da quando eri piccola, ti sei sempre immaginata così. Ma il grande amore? Il grande amore…Se io stessa non provo amore verso di me, come posso pretendere che l’amore venga da me? Sarei in grado di vederlo, di afferrarlo ma poi non saprei di tenerlo. Sto male in questa battaglia continua, perché la vita ci propone sempre qualcosa di immensamente bello per poi togliercelo cosi? L’amore forse non fa per me, dovevo capirlo dal primo giorno . Eppure continuo ancora a cercarlo. Alla fine lo trovo, ma come sempre lascio gli ormeggi. Non sono in grado di tenere. Non sono così forte, questa lunga, infinita battaglia con me stessa prima o poi avrà un termine. O almeno lo spero. Ma fino a quel momento, quante volte ancora dovrò rivivere tutto questo? Che brutta storia la vita, pensi di stare in pace con te stesso ed ecco che invece arriva qualcosa di nuovo a smontare tutto quanto. Che rottura di coioni!
Voglio una pausa dalla mia vita, come posso ottenerla?  

cuore di ghiaccio

Il mio posto è il 6A

E mentre voli ti perdi nel vuoto. Guardi l’orizzonte, vedi splendere il sole, sopra il mare di nuvole bianche, che ti ricordano di quando eri bambina e immaginavi quanto fosse bello poterci saltellare o dormire sopra. Un mondo completamente bianco e ricolmo di luce di abbraccia in questo istante. Ti senti cullata e al sicuro, questo calore che tanto ti mancava. Pochi istanti e il grigiume tornerà a riempire le tue giornate. Ancora una volta con un sapore differente, ancora una volta con una lezione da imparare.
Tre giorni sono volati in un istante, com’è relativo il tempo. Sei un caro amico, ma allo stesso modo un nemico. Quante paure e quante incertezze presenti ogni giorno. Vorrei vedere ancora quei volti, ogni volta mi riempiono il cuore, vorrei ancora stringermi tra le braccia di mia madre, quanto sono calde e ricche di energia. Non so il perché mi sia così difficile separarmi ogni volta da te. Sono un’eterna romantica, ma quanto è romantico l’abbraccio di una madre? Quell’amore puro che nessuno conosce, per ogni persona è diverso, per ogni bambino unico. Vorrei tornare la sera e raccontarti la mia giornata, vorrei tornare la sera e mettermi con te seduta a guardare la televisione, con quei programmi orribili che trasmettono; vorrei anche raccontarti tanto altro. Mi sento di non esser stata abbastanza con te, in questo poco tempo trascorso lì, nella mia città, che amo ed odio allo stesso tempo. Probabilmente il tempo passato insieme non sarà mai abbastanza, perché per sempre io vorrò stare con te, per sempre io vorrei vederti sorridere e per sempre vorrei che tu stessi accanto a me. Ho un mondo da scoprire e una vita da costruire, ormai credo che stia facendo l’abitudine a farmi i voli di ritorno nella mia nuova casa in lacrime. Beh anch’io provo emozioni, che novità! Sai però che c’è, che non voglio raccontarti quanto io sia triste in questo momento, non c’è tempo, forse passiamo troppo tempo ad essere tristi, piuttosto che ad essere felici. Voglio raccontarti di quanto sia bello tornare a casa e vederti ogni volta, di quanto sia bello ogni anno l’albero fatto da te, di quanto sia bello vederti che ti prendi cura dell’amore della mia vita. Sai nel tuo modo di essere, che posso anche pensare non essere adatto a me  vedo comunque una donna che ha sempre lottato per me. Sbagliando, commettendo errori, ma si sa non ti danno il libretto illustrativo insieme quando diventi genitore. Si cresce insieme, di età, di pensieri ed esperienze. E così mentre il mio aereo comincia ad abbassarsi per atterrare, io continuo a guardare questa distesa bianca ed il sole che lentamente viene nuovamente oscurato. Aspetta! Ancora un’ultima cosa vorrei raccontarti. Ogni volta chiedo il posto vicino al finestrino, è divertente vedere il paesaggio mentre decolli, eppure ultimamente non sono stata molto fortunata, una volta non è capitata l’assegnazione, un’altra ho preferì evitare litigi. Questa volta ho osservato dal primo momento tutto ciò che mi circondava, ho sentito un senso di benessere, piacevole, dentro di me ho pensato, nel momento in cui i motori si sono accessi: “Spingili tutti questi motori!”. Non ho idea del perché, forse la voglia di lasciar andare un qualcosa di pesante. Beh, questa volta mi sono scelta il posto, mi sono seduta e questa volta potevo anche decidere quale finestrino osservare, caso fortuito? Sicuramente! Ma questa volta almeno ha funzionato.
Ti amo non potrei aggiungere altro, avremo il nostro tempo, anche se so che quel tempo non sarà mai abbastanza, avremo i nostri momenti, ma anch’essi non saranno mai sufficienti, avremo tutto quanto e comunque mi ritroverò sempre dire: 
“Sto troppo poco tempo con te!”


Il mio posto è il 6A

E mentre voli ti perdi nel vuoto. Guardi l’orizzonte, vedi splendere il sole, sopra il mare di nuvole bianche, che ti ricordano quando eri bambina e immaginavi quanto fosse bello poterci saltellare o dormire sopra. Un mondo completamente bianco e ricolmo di luce ti abbraccia in questo istante. Ti senti cullata e al sicuro, questo calore che tanto ti mancava. Pochi istanti e il grigiume tornerà a riempire le tue giornate. Ancora una volta con un sapore differente, ancora una volta con una lezione da imparare.
Tre giorni sono volati in un istante, com’è relativo il tempo. Sei un caro amico, ma allo stesso modo un nemico. Quante paure e quante incertezze presenti ogni giorno. Vorrei vedere ancora quei volti, ogni volta mi riempiono il cuore, vorrei ancora stringermi tra le braccia di mia madre, quanto sono calde e ricche di energia. Non so il perché mi sia così difficile separarmi ogni volta da te. Sono un’eterna romantica, ma quanto è romantico l’abbraccio di una madre? Quell’amore puro che nessuno conosce, per ogni persona è diverso, per ogni bambino unico. Vorrei tornare la sera e raccontarti la mia giornata, vorrei tornare la sera e mettermi con te seduta a guardare la televisione, con quei programmi orribili che trasmettono; vorrei anche raccontarti tanto altro. Mi sento di non esser stata abbastanza con te, in questo poco tempo trascorso lì, nella mia città, che amo ed odio allo stesso tempo. Probabilmente il tempo passato insieme non sarà mai abbastanza, perché per sempre io vorrò stare con te, per sempre io vorrei vederti sorridere e per sempre vorrei che tu stessi accanto a me. Ho un mondo da scoprire e una vita da costruire, ormai credo che, io stia facendo l’abitudine a farmi i voli di ritorno nella mia nuova casa in lacrime. Beh anch’io provo emozioni, che novità! Sai però che c’è, che non voglio raccontarti quanto io sia triste in questo momento, non c’è tempo, forse passiamo troppo tempo ad essere tristi, piuttosto che ad essere felici. Voglio raccontarti di quanto sia bello tornare a casa e vederti ogni volta, di quanto sia bello ogni anno l’albero fatto da te, di quanto sia bello vederti che ti prendi cura dell’amore della mia vita. Sai nel tuo modo di essere, che posso anche pensare non essere adatto a me, vedo comunque una donna che ha sempre lottato per me. Sbagliando, commettendo errori, ma si sa non ti danno il libretto illustrativo insieme quando diventi genitore. Si cresce insieme, di età, di pensieri ed esperienze. E così mentre il mio aereo comincia ad abbassarsi per atterrare, io continuo a guardare questa distesa bianca ed il sole che lentamente viene nuovamente oscurato. Aspetta! Ancora un’ultima cosa vorrei raccontarti. Ogni volta chiedo il posto vicino al finestrino, è divertente vedere il paesaggio mentre decolli, eppure ultimamente non sono stata molto fortunata, una volta non è capitata l’assegnazione, un’altra ho preferì evitare litigi. Questa volta ho osservato dal primo momento tutto ciò che mi circondava, ho sentito un senso di benessere, piacevole, dentro di me ho pensato, nel momento in cui i motori si sono accessi: “Spingili tutti questi motori!”. Non ho idea del perché, forse la voglia di lasciar andare un qualcosa di pesante. Beh, questa volta mi sono scelta il posto, mi sono seduta e questa volta potevo anche decidere quale finestrino osservare, caso fortuito? Sicuramente! Ma questa volta almeno ha funzionato.

Ti amo non potrei aggiungere altro, avremo il nostro tempo, anche se so che quel tempo non sarà mai abbastanza, avremo i nostri momenti, ma anch’essi non saranno mai sufficienti, avremo tutto quanto e comunque mi ritroverò sempre dire:

“Sto troppo poco tempo con te!”

È questo l’amore che tanto ho aspettato?

Chissà che cosa vorrei dire, o semplicemente scrivere, in queste notti fredde in quel dì di Monaco. Finalmente il grande cambiamento è avvenuto ed io mi ritrovo qui nella mia nuova casa, con un televisione che trasmette programmi nella lingua che piano piano comincia ad essere parte di me. Giorni intensi e pesanti sono trascorsi, alti e bassi, nervosismo e gioia, mancanze e incontri piacevoli, sono stati miei fedei compagni in queste tre settimane ormai quasi finite, in cui è iniziata la mia nuova vita.

Pensavo sarebbe stato diverso, pensavo che avtei provato tutt’altro, ma si sa le aspettative non corrispondono mai alla realtà. Errore che ancora commetto, piano piano imparerò. Una battaglia dentro me stessa, la mia mente che continua ogni tanto, a convincermi che forse ho sbagliato, forse ho seguito i consigli sbagliati, forse la mia vita non era qui, forse sarei dovuta rimanere nella mia casa, calda e amorevole. Rimanere lì, tra le tuemie braccia calde e il tuo cuore che acvompagnava leesame nostre serate abbracciati.

Credevo fermamente che da sola sarei stata bene, che ce l’avrei fatta. Eppure mi rendo conto che questo pensiero, questa voglia di averti qui con me diventa sempre più costante in me. Cerco di tenerlo per me, cerco di non lasciarlo uscire, ma la verità e tutt’altra, vorrei veramente tu fossi qui con me, vorrei che stessi con me per affrontare insieme tutto questo. Spesso penso che sarebbe bellissimo stare insieme sdraiati anche in una semplice stanza ed immaginare come sarebbese bello il nostro futuro insieme qui. Ma tutto questo non c’è, mi manca.

Sai fino a due mesi fa pensavo singolarmente, pensavo solo al mio futuro in forma singola, ma da quando sei entrato nella mia vita, mi viene difficile pensare in modo unico. Ed in questo rientra anche il pensiero delle nostre strade, dei nostri progetti, completamente diversi. Cosa ne sarà di noi? Se veramente le nostre strade continueranno cosi? So che è prematuro, so anche che ne abbiamo parlato, eppure tutto ciò continua a covare e crescere dentro di me. Al momento però non c’è soluzione, ed io dovrei mettermi l’anima in pace. Ma questa non vuole, continua imperterrita ad agitarsi, rendono delle volte le giornate più pesanti del previsto.

È incredibile come mi sia entrato dentro tutto questo. Non l’avrei mai detto che sarebbe stato così, tanto meno mi aspettavo che sarebbe stato tutto così. Mi mancano tanto cose della mia vecchia vita, ma tu sei fra quelle che minon manca di più. Chissà che cosa dovrei pensare, chissà che cosa mi dirà la mia testa nei prossimi giorni; forse cambierà completamente o forse realizzerà semplicemente i pensieri inconsci di questi giorni. Che dire difronte a tutto a tutto questo, che fare davanti a questa paura? È veramente questo l’amore che desideravo? Quell’amore cosi dolce, da farmi anche così tanto male? Quegli occhi che mi piace guardare, non li posso vedere ogni giorno, mi distrugge. Mi mancano quelle mani, che mi coccolavano, mi manca il tuo odore.

Uff…

Non so che cosa devo continuare a pensare, quanto ancora sarà lunga questa tortura?eppure le nostre decisioni erano chiare fin dall’inizio, sapevamo entrambi a cosa andavamo incontro.

Sarò veramente così forte? Sarò veramente così coraggiosa da affrontare tutto questo? Il mio cuore sarà così forte da sostenere questo amore, unico, speciale e mai conosciuto prima?

Come sempre vorrei le mie risposte, vorrei tutto e subito. Tutto questo mi sta insegnando ad essere paziente, ma queste emozioni, che come non ho sempre detto, pensavo di aver sotterrato, mi travolgono e mipoi confondono in una maniera che non so gestire.

Accompagnami la notte, all’interno dei miei sogni.

Accompagna le mie giornate, con la melodia della tua voce.

Accompagnami lungo la strada, tenendo stretta la mia mano…

Delle volte non sono in grado di essere forte. Ho bisogno di crollare, di essere tirata su. Non mi lasciare indietro, concedimi di allontarmi quando ho bisogno di me, concedimi di starti vicino quando ho bisogno di stare con te. Ma ti pregova fa che quel giorno che arriverà, sia un giorno felice, in cui non avrò le palpitazioni per la pauradisponibilità, ma saranno perché sarà il completamento di una strada percorsa insieme, nel bene e nel male, finché l’universo non ci separi.

Fammi credere che arriverà quel giorno in cui vedremo un monitor insieme e sorrideremo, torneremo a casa e brinderemo, le sere sul divano non saranno mai noiose.

Dammi il nostro passato,

Dammi il nostro futuro,

Dammi il nostro presente.

Massimo-Gramellini.jpg

 

 

 

 

In compagnia il viaggio è più bello!

Se volessi parlare di te, che cosa dovrei dire?

Avrei tante parole per descrivere chi sei, eppure non ce n’è nessuna che si adatta alla mia idea di te. Qualcosa di unico e speciale.

Quanto tempo è trascorso, da quando non sentivo tutto questo. A volte credevo di averlo dimenticato, a volte invece ritornava. Non so se sia giusto, corretto o sbagliato. So solamente che è qui. 

Quante volte ho raccontato a me stessa che non avrei più voluto rivivere tutto questo. Tante di quelle volte ho ripromesso a me stessa che invece l’avrei rivissuto. 

Sapevo che qualcosa stava cambiando, sapevo che la mia ruota stava iniziando a girare per il verso giusto, sapevo anche, e ci credevo con tutte le mie forze, con tutta me stessa, che prima o poi quegli occhi sarebbero apparsi davanti a me. Li avrei riconosciuti, li avrei visti la prima volta e non me li sarei più dimenticati. 

Un sorpresa continua. Eppure quando guardo dentro quegli occhi, mi sento al sicuro. Mi piace perdermi tra i pensieri, se ti dovessi raccontare cosa penso, non ne sarei in grado, perché sono pensieri vuoti, non ci sono parole, solo emozioni. È un viaggio strano il nostro, iniziato per caso e nato ancora più casualmente. Chi avrebbe mai detto che eri così, chi avrebbe mai pensato che dietro a quei modi di fare, c’eri tu. Vorrei raccontarti le mie parti più buie, so che lo farò, alcune le conosci già, a volte credo che tu le debba sapere, a volte invece penso che sia inutile, non ne capisco il senso. Non so se abbia un senso farlo, se possa aiutarti a capire o ti possa allontanare da me. Penso però, che non sia questo il problema. Forse non è solamente il momento per lasciarle uscire. 

Quante volte ho scritto di voler rivivere il sentirsi bambina. Quando sto con te ritrovo quella parte di me, che per tanto tempo ho lasciato chiusa, rintanata in un luogo in cui non potesse sentire ancora quel dolore. Era un modo per proteggerla, per proteggermi. Ma se adesso sono così, è perché evidentemente ormai quella bambina, che moriva di paura, forse un po’ di coraggio l’ha ritrovato. Comincia a comprendere come le persone possano essere buone, non solo cattive, non per forza sono pronte a farti male. Metto in conto però la possibilità che di male ce ne faremo, senza di quello non potremmo mai capire il bene che ci faremo, è tutta una questione di equilibrio. Tutto l’Universo di basa sull’equilibrio tra gli opposti, come potrei mai pensare di vivere senza un oscillare da una parte all’altra; credo che questo sia il bello della vita. Quante paure ancora ci sono da affrontare, quanti ostacoli ancora dovrò superare e quante nuove sfide apriranno dentro di me ferite che pensavo superate. Così funziona, questo è il gioco più bello. Sono riuscita a capire tutto questo con il mio tempo, con il mio comportamento, sbagliato e giusto che sia. Ne ho fatti tanti di errori, ma ho anche subito decisioni, è tutto un insieme, il tutto che diventa uno. 

Adesso quella bambina c’è, io la vedo, sta lì buona, non crea troppi disturbi; delle volte mi piace immaginarla dentro un giardino che gioca, finalmente! Non che prima non lo facesse, ma io non ero in grado di vederla, di coccolarla, sentivo la sua presenza ma non le permettevo di darmi quella parte di lei che invece bramavo e cercavo in altro. Adesso ho imparato da sola a cercarla e coccolarla, a darle ciò di cui ha bisogno; mi è capitato di pensare che fossi egoista, ma poi ripensavo a tutto e con il suo cuore in mano mi sono detta di esserlo. Per una volta ho deciso, non riesco a immaginarmi nuovamente in quella situazione. E forse tutto questo è servito proprio a questo, a trovare quell’amore perduto, sepolto e nascosto che sapevo esserci, ma non volevo vedere. 

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima, i miei sono un libro aperto, per chi vuole leggerli. Non obbligo più nessuno, lascio entrare e uscire chiunque, non mi impongo, tanto meno provo a trattenere, non sono più in grado di farlo. Non so se ho fatto passi avanti o indietro, per quel che mi riguarda, non me ne può fregar di meno. Lascio fare, so prendere le mie ferite e andare avanti in caso di cattiverie, ma so anche prendere le mie gioie in caso di bontà. 

“Vorrei poter eliminare il dolore dalla vita delle persone”. Non si può eliminare, ci si impara a convivere, ma anche questo è sbagliato. Bisogna imparare a superarlo. Superarlo e non eliminarlo, o far finta che esso non esista. È un bagaglio che verrà con me per tutta la vita. Ogni tanto viene a bussare alla mia porta, prima sbraitavo, piangevo, mi arrabbiavo con il mondo, mi chiedevo perché a me, pensavo di non essere abbastanza e per questo portavo quel fardello. Poi è diventato uno scudo, un’armatura che mi proteggeva dal mondo, o almeno così credevo, perché alla fine sotto altre forme ricompariva. Dopo tanto tempo ancora, ho capito che non dovevo né ignorarlo né usarlo come punto di forza. Doveva essere solo un bagaglio da portare dietro, a cui ogni tanto pensare, senza rancore, usarlo solo per ricordarmi che, non sarò io la persona che farò provare un dolore così a qualcuno. Così molte maschere caddero, ricominciarono le emozioni, riiniziò la vita. 

Chissà se la pelle d’oca che ho in questo momento è per l’aria fresca che c’è quest’oggi o per questo sentire leggiadro dentro, dovuto al ripensare dolce di tutto questo viaggio. Non avrà mai una conclusione. E se gli occhi si riempiono di lacrime, allo stesso momento nasce un sorriso; e se il cuore comincia a pulsare più forte  e il nodo alla gola ritorna. Hai mai pianto di gioia? Non perché un qualcosa ti ha fatto ridere a crepapelle, hai mai pianto perché quello che sentivi dentro di te era gioia pura? Io no.

Voglio sapere cosa si prova, peccato solo che non si possa programmare. O forse è meglio così ed il bello non sarà mica questo? Lo saprò apprezzare proprio perché non saprò quando accadrà. Chissà se accadrà…

Devo preparare i bagagli, devo preparare i documenti, i giorni passano e il tempo che rimane è poco. La mia nuova vita sta per iniziare. L’ho voluta, desiderata e ottenuta. Ho dato tutta me stessa per ricrearmi da zero. Quando quel fondo sembrava impossibile da risalire, lo riguardi dopo tanto tempo, forse prima avrei gioito, esclamato qualcosa o mi sarei sentita dio, questa volta no. Questa volta sapevo già dentro di me come sarebbe andata. Non mi sarei fermata. Questa volta guardo quel fondo e sorrido, mi volto e proseguo la mia salita, ogni tanto mi piace soffermarmi e pensare: “Se mi fermassi ora come starei?”. Ma poi succede qualcosa che mi fa riprendere la scalata e così ricomincio. Con nuovi orizzonti da vedere, nuovi obbiettivi da raggiungere e nuovi occhi da conoscere. Non credo riuscirò mai più a fermarmi, ormai ho conosciuto quanto è bello il nuovo, è diventato la mia nuova droga, senza tutto ciò non mi sentirei più viva. E se riuscirò a proseguire questo viaggio in compagnia, sarà ancora più emozionante.

Quando arriverà quel giorno, le uniche parole che dirò:

“Io almeno la mia vita me la sono vissuta!”

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Qualcuno mi disse…

Qualcuno mi disse…

“Che non sarei stata in grado”. Ed io gli credetti. Un ricordo indelebile che una sera di fine luglio, una bella e romantica notte d’estate, nitido nella mia mente, restava lì fermo, come se volesse suggerire qualcosa. Una tensione corporea, vibri dentro con onde che non ti appartengono. Quel ricordo ondula delicato. Ti abitui al suo ritmo, ti lasci trasportare da quel momento e cominci a deliziarti di tutto ciò. Il tuo volto si rilassa, i tuoi zigomi si abbassano in segno di arresa, le tue labbra che si allargano ai lati. Quante piccole cose fa il nostro corpo senza che ce ne rendiamo conto, basta un sol pensiero e tutto intorno a te può cambiare. Io e te, insieme, dentro un corridoio di una scuola media. Una scena, una delle poche che la mia memoria riesce a regalarmi, che mi serve oggi. Un pomeriggio di primavera, le scuole stavano per terminare; io e te insieme come sempre. Sei sempre stata il braccio più forte su certe cose della vita. Ti ammiro per tutto questo! Anche quel giorno c’eri tu con me. Mi dissi “Devi farlo!”. Sono state le parole che più mi sono entrate dentro. Oggi eri con me. Mi dissi “Fin dalle medie!”. Non ci sono stati anni più belli, di tutti quelli passati insieme. Oggi era come quel giorno, averti lì con me è stato il regalo più bello che la vita potesse farmi. Non sono parole di comodo, né tanto meno messe lì insieme solo per dire due parole carine. No, questa volta ti sto scrivendo con il cuore in mano; dopo oggi posso dire:

“Posso farlo!”

Qualcuno mi disse,

“Puoi anche fallire una volta!”. I miei occhi si riempirono di lacrime in quel momento. Sdraiata su quel letto che non era il mio. La tristezza dentro che accompagnava le tue giornate, sembravano un inferno. La mente era quasi esaurita. Volevi solo sentirti coccolata un po’. Volevi quella tenerezza che tanto vorresti sentire sulla tua pelle. Ma quella volta non ci fu. Eppure tu non reagisti, rimasi lì rannicchiata in te stessa, le tue coperte fin sopra il viso; chiusa la telefonata hai lasciato andare tutto ciò che ti tormentava. Una breve telefonata, che ti entra dentro come se una frase avesse racchiuso tutto ciò che per una vita non hai voluto vedere. Il fallimento in tutto. Per eliminare il tormento, hai spinto al limite te stessa. Una guerra continua, che non terminava mai, l’ossessione di fallire. Con tre parole, le uniche dette in tutta la conversazione, che mi sono rimaste impresse. Ho cancellato tutto. Intorno a me il vuoto, dovevo solo riuscire a capire quale fosse la strada da seguire. Alla fine la mia strada la trovai. Ci camminai sopra fiera di me. Il cambiamento, di cui avevi tanta paura, è finalmente arrivato. È dentro di te, lo percepisci. È la prima cosa che hai detto non appena hai messo piede nella tua città. Non ti riconoscevi più. Sei stata male in quei due giorni, non hai voluto cercare nessuno. Sei rimasta con te. Nonostante la presenza, sai di aver fatto tutto da sola. Questa volta il fallimento non c’era. Qualunque cosa succeda, tu non hai fallito. La forza l’hai trovata dentro di te. C’era ma, sapevi che dovevi cercarla dentro di te. Questa è la tua vittoria. Dopo oggi posso dire che:

“Io non fallisco mai, al massimo cambio strada!”

Qualcuno mi disse…

“Non potrai mai sapere”. Che saggia verità. Non si potrà mai sapere tutto della vita, tanto meno di una materia che puoi studiare anni immemori. Non c’è mai fine alla conoscenza. Qualunque cosa si impara, anche nella normale routine. I gesti sembrano ripetitivi ed è così, ma ci sarà sempre quel minimo dettaglio che cambierà qualcosa, e da quel piccolo cambiamento, avrei incamerato nuove informazioni. Non potrò mai sapere, fin quando io decido di non sapere. Anche questo percorso è giunto al termine, nel suo modo. Non sai come, ma comunque una parola fine andrà scritta. Ti mancherà il tuo pensiero, la tua abitudine, le tue gioie e i tuoi dolori. Ritorni indietro allora, a quel fatidico giorno, in cui presi la tua decisione. Cominciasti un percorso lodevole. Hai fatto i tuoi inciampi, all’inizio ti riprendevi bene, poi la stanchezza e lo stress sono arrivati. Le strade erano più difficili, le prime volte riuscivi in qualche modo a riprenderti. Alla fine hai mollato. In quel vuoto hai mollato tutto quanto. Ti sei dimostrata per quello che sei, una persona. Da giorni rifletti su te stessa e cerchi di capire che cosa si muove dentro di te. Ogni volta però, non riesci a trovare i motivi. Questa volta te ne freghi altamente, ogni momento adesso, ha un significato. Lo stai cogliendo. Piano piano i pezzi del puzzle tornano al loro posto. Eppure questa volta sembrano più leggeri. Cerchi di trovare le parole giuste, ma non le trovi. Sei confusa e allo stesso tempo confondi. È difficile starti dietro, non ci si riesce. Riesci a vedere ogni singolo momento con altri occhi. Trovi il bello nel brutto. Il sapere non è solo quello che qualcuno vuole insegnarci. Il sapere è anche saper imparare dai propri errori. Guardarli con occhi dolci e accarezzarli. Riporli al loro posto, dove questa volta non faranno più male. Saranno lì, ma non saranno un peso. Dopo oggi posso dire:

“Imparo, prima da me!”

Qualcuno mi disse…

“Non sarai mai affettuosa”. Ed io gli credetti. Eppure questi ultimi giorni hai cercato proprio questo. Affetto. Che brutta parola. Dobbiamo catalogare per forza. Nel suo significato ideale è una parola bellissima, ma nel significato che spesso noi gli attribuiamo, è così poco apprezzata. Perché dobbiamo dare una spiegazione anche a questa parola. Cercando di catalogare i modi di esprimersi verso qualcuno. Era divertente oggi spiegare la differenza tra “Mi piaci”, “Ti voglio bene” e “Ti amo”, ad una persona che per cultura conosce solo “Mi piaci” e “Ti amo”. Come si fa a spiegare fino a quanto ti piace una persona, quanto puoi volergli bene oppure se si ama veramente una persona. Io non voglio il discorso generale. Io voglio quello che mi sento dentro. Non sono in grado di parlare per me, tanto meno sono in grado di spiegarti le loro differenze. Una persona è una persona punto. Non si deve parlare di questo. Il vero affetto non si è in grado di descriverlo. Nasce da dentro. Una cenetta di rientro tardi sotto cassa. Ti accomodi e inizi a mangiare. Parli del più e del meno. Racconti e ti diverti. Passi quell’oretta insieme per lasciare andare libera la mente. All’improvviso delle parole, che non ti avevano mai risuonato prima d’ora. Qualcosa non torna. Ti appoggi con la testa sulla sua spalla, come una bambina. La carezza che tanto volevi finalmente arriva. Entri un attimo in te e pensi di non averlo mai fatto in vita tua. Tu avevi paura di fare il gesto più naturale del mondo. Hai sorriso e tutta la stanchezza ha preso il sopravvento. È giunta la fine della tua giornata. Ti avvii. Dopo oggi posso dire:

“Ho fatto il gesto più romantico del mondo”

Nessuno disse più nulla. Questa sera ho deciso di parlare io. Seduta su una sedia, con una sigaretta in mano, il buio completo dentro la stanza e guardare il nulla. Gambe distese e testa all’indietro, per godersi quel venticello leggero che c’è lì proprio alla finestra, con la serranda tirata quasi fino a giù. Ripensi a tutto quello che hai fatto fino ad oggi. Non è un pezzo di carta a dire chi sono. Non è una persona ad impedirmi di parlare. Non sarà ciò che credo ad impedirmi di sentire. 

Il bello di tutto questo è, come vada non lo so: “Sono orgogliosa di me!”

libertà